La stretta di mano del Presidente Trump non  proprio accogliente

In questo video possiamo vedere in diverse occasioni la stretta di mano del  Presidente Trump.

Abbiamo già ben delineato quali sono gli errori e le caratteristiche di una buona stretta di mano dalla prossemica, la durata, l’intensità, direzione e contatto (vedi I due errori più comuni nella stretta di mano e gli altri articoli suggeriti a fine pagina).

Vediamo quindi insieme questa stretta particolare che troverete però comunemente nei vostri incontri e analizziamo gli elementi elencati.

Trump e la stretta di manoProssemica

La prima osservazione che salta agli occhi da questa prima immagine è la mancanza di uguale ripartizione dello spazio consigliata per un rapporto alla pari tra gli interlocutori. Questa singolare caratteristica è dovuta all’azione del presidente che non invade lo spazio altrui bensì tira letteralmente a sé l’interlocutore con un movimento simile a quello che quotidianamente  eseguiamo per estrarre la chiave dalla serratura con un colpo secco e determinato avvicinando il braccio piegato al proprio corpo. Proprio questo il movimento ripetuto in più occasioni dal presidente che vede costretto il povero interlocutore ad avvicinarsi senza possibilità di scelta verso il territorio del possessore di chiave (probabilmente anche con qualche dolorino al braccio).

Intensità

Da qui possiamo osservare l’intensità, non potendo testarla, deduciamo dalle reazioni fisiche dei vari presidenti e diplomatici che quasi perdono l’equilibrio che si tratti di una stretta vigorosa che induce ad assecondare ed eseguire i movimenti imposti per non cadere o vedersi i legamenti del braccio stirati. Spesso vediamo infatti i vari protagonisti di questi incontri costretti a fare un passo verso il presidente. Un modo piuttosto chiaro per indicare di voler “controllare” l’altro e un avvertimento all’intenzione di voler dettare le sue condizioni all’incontro.

Trump e Abe primo ministro giapponese: stretta di manoDurata

Per quanto riguarda la durata soffermiamoci sull’incontro con il primo ministro giapponese Abe nella Camera Ovale. Sul web non è di certo passata inosservata  questa lunga stretta di mano (durata ben 19 secondi) e l’espressione di sollievo mista a disperazione comparsa sul volto del primo ministro una volta lasciata la mano, indietreggiando aggrappandosi alla poltrona.

 

 

Direzione e Contatto

Quando la mano di Donald viene tesa è rivolta chiaramente con il palmo verso l’alto per invitare alla stretta, ma una volta chiusa la morsa, spesso esegue un gesto di chiusura “a panino” con la mano sinistra, coprendo quella dell’interlocutore. Aumenta quindi il contatto fisico con un gesto di rinforzo che manifesta una  cordialità eccessiva, ostentando stima e comprensione, caratteristico di chi vuol apparire onesto e affidabile.  Viene inoltre accentuata l’intenzione al controllo sul soggetto o la situazione: la mano in questa posizione  diminuisce la capacità difensiva e di autonomia dell’altro. Possiamo inserire quest’azione tra i gesti di dominanza, coerentemente con questi infatti la mano viene calata dall’alto verso il basso a sovrapporsi a quella del primo ministro.

Il canadese Trudeau deve essere venuto a conoscenza della brutta avventura di Abe a giudicare dala sua espressione mentre guarda perplesso la mano aperta del presidente Trump al loro primo incontro. Da notare ancor prima il momento dell’accoglienza alla Casa Bianca dove è Trudeau a porre la mano sinistra sulla spalla del presidente americano, antecedendo la doppia presa del presidente con quest’altra presa di controllo. La stretta avvenuta nella camera ovale è stata poi più rapida di quella con il primo ministro giapponese.

trump e la stretta di mano

Per non commettere questi (o altri) errori  che potrebbero compromettere la buona riuscita dei tuoi appuntamenti, ti invito a leggere i nostri articoli e a non sottovalutare l’importanza di una buona stretta di mano, ovvero il tuo biglietto da visita.

E come saluto non può mancare una bella stretta di mano a tutti!

Elena Gregori

Articolo pubblicato su www.nonverbale.it

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